Tecnica MINI-INVASIVA


Il concetto generico di mini invasività in chirurgia protesica prevede l’inserimento di una protesi attraverso una minima incisione cutanea ed un assente o minimo sacrificio delle strutture muscolari e capsulo-legamentose. Tale concetto può essere inoltre esteso anche ad un minore sacrificio di tessuto osseo (minore resezione della testa femorale, o semplice suo rivestimento – protesi a conservazione del collo femorale, protesi di rivestimento della testa femorale e protesi di limitate dimensioni) anche se l’accoppiamento metallo-metallo necessario per i  cosiddetti resurfacing (Protesi dette di rivestimento o di superficie) e la sua conseguente ionizzazione potenzialmente tossica (problemi derivati dalla liberazione di ioni metallo tossici attorno alla protesi e nel sangue) a lungo termine lascia ancora alcune ombre sull’utilizzo di questi nuovi impianti a risparmio di tessuto osseo

 

La tecnica chirurgica Mini-Invasiva che propongo con il mio team, si riferisce solo alla tecnica operatoria e prevede l’utilizzo di un impianto moderno e con accoppiamenti non tossici.

I rapporti provenienti dai centri con maggiore casistica e periodi di follow up in questo specifico settore come il mio, sono estremamente interessanti. Il tempo di apprendimento è stato lungo vista la complessità della tecnica chirurgica, però i tempi operatori risultano nettamente inferiori rispetto a quelli necessari seguendo la tecnica chirurgica convenzionale. Inoltre l’incidenza di complicanze durante l’operazione si è fatta quasi nulla, utilizzando queste nuove tecniche, come infezioni, paralisi nervose, lussazioni da mal posizionamento delle componenti o mobilizzazione della protesi. Altri dati estremamente interessanti provenienti da questo innovativo metodo,

sono risultati:

  • La minore perdita ematica.
  • Il minor dolore post operatorio.
  • Un più rapido recupero nei pazienti sottoposti all’intervento con nuova tecnica mini invasiva.
  • Precoce dimissione ospedaliera.